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Ti caverai locchio
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Ti stancherai dessere il marionettista di turno,
il macchinista dai mille argani e congegni.
I tuoi stessi pupazzi di pezza ti tradiranno,
sgranando gli occhi senza il tuo comando,
muovendo gambe fuori da ogni diretto copione.
Le funi consumeranno lolio dei tuoi semi
e le mani che sempre hanno stretto le corde
spelleranno i loro calli
e ne uscirai esangue.
Ti stancherai di indossare
i tuoi mille strati di vesti,
il rumore dei tuoi tacchi larghi
tuonerà nel tuo orecchio
fino a farti sordo.
Solo allora TI CAVERAI LOCCHIO
e vedrai la miseria che avanza e ti consuma,
le mani di tutti che ti sventolano saluti
e la tua bocca molle su uno specchio
che non sa più dire nulla.
Cieco sarai,
per poter ricominciare a toccare le cose,
a sentirne il peso tra le dita,
a palparne la forma vera
e a ridare a tutto il proprio nome.
Cieco sarai,
e non potrai più de-siderare:
le stelle non safferrano coi fili,
non si calano
dal nero
per solo piacere.
Non vogliono applausi, le stelle.
Possono brillare,
mio Signore,
anche senza i tuoi sguardi.
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